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Organizzati dalla Cna Toscana con la collaborazione di Cna Comunicazione e Cna Professioni, dell’Associazione ‘9cento di Pistoia e la Cna di Firenze e coordinati dalla giornalista Elisa Gentilini, i lavori della giornata dedicata all’effetto Dunning Kruger nella sala Varlecchi della Cna di Firenze sono iniziati con una relazione del dottor Luca Bertinotti su quanto condizioni i rapporti medico-paziente questo effetto con l’escursus storico che ci ha portato ai giorni nostri, lavoro molto circostanziato che ha ricevuto unanimi consensi. Il racconto ha tenuto presenti molti aspetti, dalle cure che non producono alcun effetto ma seguite ormai da più di un secolo, a quelle che qualche effetto lo hanno ottenuto e, alla relazione che il mondo della malattia ha con la preghiera. Il tutto con un taglio rigorosamente scientifico ma aperto a numerosi interrogativi. Lo ha seguito il dottor Gabriele Zuppati approfondendo il funzionamento della percezione che, dai cinque sensi porta le informazioni al cervello e come vengono elaborate anche nella loro combinazione, una spiegazione che ha suscitato grande interesse, ascoltata in religioso silenzio. Zuppati è noto nel mondo della comunicazione come un grande divulgatore, la sua straordinaria esperienza nell’insegnamento di argomenti correlati alla percezione fa si che la trattazione sia affascinante. Poi è stata la volta di Fausto Bigliardi che ha affrontato il tema dal punto di vista della seduzione, sia in pubblicità che in politica, il potere condizionante delle immagini e la loro simbologia. L’analisi che ha proposto nel rapporto tra induzione del bisogno attraverso attenzione, interesse e seduzione, è stata apprezzata e educativa. Un sunto di come fare per acquistare consapevolmente e anche di come vendere onestamente. In un mondo dove “il male è di casa e ha vinto sempre” di gucciniana memoria, non poco. Ha concluso i lavori della mattina Andrea Nannini ripercorrendo la genesi degli studi dei professori David Dunning e Justin Kruger e come siano arrivati alla conclusione che esistano molti soggetti incapaci di riconoscere la propria mancanza di competenze in ambiti in cui però si esprimono convintamente. Il racconto prende spunto dalla storia vera e un poco surreale dell’Uomo Invisibile, tale McArthur Hewitt, arrestato nel 1995 negli Stati Uniti. La trattazione si è occupata di temi diversi ma, sostanzialmente consequenziali: partendo da Giotto visto da Giorgio Gaber, al processo Heichmann, fino al crollo delle Torri Gemelle e alla generazione di denaro da parte del web senza produrre alcunché. I laboratori del pomeriggio si sono snodati sui falsi in fotografia, le fake news, l’importanza dei corpi intermedi, per concludersi con un’interessante esperienza di visualizzazione.